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26 maggio, 2014

E no Beppe, non basta un Malox

Il Video di Beppe Grillo in cui con estrema serenità il leader del M5S ammette la sconfitta e ci scherza addirittura sopra è la dimostrazione della difficoltà seria in cui si trovano i vertici del Movimento.
Nel messaggio, la rabbia e l’aggressività delle ultime giornate di campagna elettorale, lasciano il posto alla dolcezza del leader che risolve tutto con una pasticca di Maalox. Ma la calma e la dolcezza inconsueta di “Grillo post elezioni” sono chiaramente un tentativo per non ammettere le responsabilità di chi ha scelto d’impostare in quel modo la campagna di comunicazione per le elezioni europee, per nascondere insomma, che lui, Casaleggio e i pochissimi altri del cerchio magico, sono responsabili delle scelte che hanno portato alla sconfitta.
 E’ lui, che con il suo show in livestreaming ha tentato di umiliare Renzi mentre la rete diceva di discutere. Sono loro che hanno lanciato i pesanti hashtag quali # vinciamonoi e #onoioloro. Sono loro che hanno lanciato il processo virtuale, il giornalista del giorno e per finire la partecipazione da Vespa. Lui, e i suoi responsabili della comunicazione, diciamocelo, non ne hanno ingarrata una, ed adesso, è ovvio, che difronte allo sconforto comprensibile dei militanti provino ad evitare, NON un processo, ma almeno una seria discussione sulle responsabilità.
Non credo, che Grillo e i fedelissimi, ammetteranno che la colpa della sconfitta è anche la conseguenza di una campagna di comunicazione triste, arrogante, inutile e dannosa.
Lui, il genio dell’improvvisazione, non ammetterà di aver sbagliato. E’ il popolo dei pensionati e dei garantiti che sbaglia.

02 maggio, 2014

Verso un Masterplan per la città metropolitana

Verso un Masterplan per la città metropolitana, Intervista con L'architetto Aldo Loris Rossi








Raccogliere i segni per la memoria

Non rammento con esattezza il giorno in cui mi fu fatto questo ritratto, sicuramente siamo  verso la fine degli anni 80. La sede, come testimonia anche la carta intestata su cui lo schizzo è stato eseguito, la ricordo bene: la redazione napoletana dell'Unità di via Cervantes.
Maurizio Valenzi era ancora Deputato Europeo ed io, da poco neo laureato, sognavo di diventare giornalista. 
Avevo lasciato l'attività politica e la militanza già da qualche anno, proprio su suo consiglio.
"Studia!" mi aveva detto, ed io lo avevo fatto, per colmare quelle enormi lacune che con i suoi modi bruschi mi faceva notare.
Quando mi passo quel foglietto lo considerai un regalo per averlo ascoltato, ma lui, sicuramente, nemmeno si ricordava del consiglio dato a quel giovane di periferia che  faceva il capetto senza cultura. Io lo ricordavo bene, invece.
Il documentario che molti anni dopo ho contribuito a realizzare sulla sua vita è stato anche un modo per ripagare a quel prezioso consiglio.

La Testimonianza sul sito della Fondazione Valenzi

il Documentario "Confesso che mi sono divertito"