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20 giugno, 2014

Song’ ‘e fierr ca’ fann ‘o mast

Piú per provenienza familiare che per formazione culturale ho sempre pensato che per fare bene il proprio lavoro, occorre usare gli attrezzi adatti. A Napoli abbiamo un modo unico per esprimere questo concetto: Song’ ‘e fierr ca’ fann ‘o mast. Sono i giusti utensili che ti fanno capomastro, ovvero il boss, il capo, il direttore… Mio padre, che di ferri se ne intendeva, quando lasciai casa tra le tante cose mi diede la famosa cassetta dei ferri per i lavori in casa. Martello, cacciavite, pinze etc. Attrezzi vecchi che conoscevo bene, perché lui mi aveva insegnato a conoscerli. A capire, insomma, che un buon martello con il ferro ben fissato sul legno consente di dare una buona martellata e che, con un cacciavite spuntato, non puoi avvitare mai una piccola vite. Ho regalato anch’io a mio figlio, che da poco ha lasciato casa, una piccola cassetta dei ferri. Vecchi anche questi e ci ho messo un po’ a spiegargli perché non gli prendevo un’economica cassetta da ikea. A scuola, da piccolo, ho avuto conferma che la regola dei ferri vale sempre, qualsiasi lavoro fai. Come? Quando con mio enorme dolore mi accorsi che andare a scuola con la penna scarica il giorno del dettato era un errore madornale. Quando arrivò in ufficio il primo computer tutti lo guardavano con curiosità mista a sufficienza. Io me ne innamorai e ci passai ore a studiarlo. Una sera mi decisi e lo aprii, si, lo smontai, dovevo vedere come era fatto dentro. Poi iniziai a studiare il software, le reti, i cablaggi… “Ma tu con quei così ci scrivi che te ne frega di come funzionano?” E no, dico io, se vuoi fare bene il tuo lavoro devi conoscere i ferri del tuo lavoro. E così oggi nessun informatico mi dice “non si può fare perché il router o il proxy”. E nessun operatore osa attribuire alla luce una ripresa merdosa, venuta così perché haI dimenticato di “fare il bianco”. Insomma, per me, fare bene il proprio lavoro è anche questo, conoscere ed amare i ferri del proprio mestiere. E anche i ferri del mestiere, qualunque sia il tuo mestiere, si amano con le mani, con la testa, col cuore. domenicopennone DP/dp Pubblicato come commento su Ilsole24ore-Nova Blog di Vincenzo Moretti #lavorobenfatto

04 giugno, 2014

CITTA' METROPOLITANA, PENTANGELO - DE MAGISTRIS A METRONAPOLI WEB TV





"Dopo la Costituzione della Città metropolitana è la riforma più importante che incide sulla vita dei cittadini. Si crea un Ente che gestirà in maniera armonica funzioni strategiche quali i trasporti, la pianificazione delle infrastrutture e dello sviluppo economico su tutta l'area metropolitana. Anche Caldoro dovrà fare i conti con questa legge: la Città metropolitana dovrà essere interlocutore diretto dell'Unione Europea per la programmazione dei fondi comunitari". Così il Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, Sindaco in pectore del nuovo Ente. Che apre, però, per la prima volta all'elezione diretta degli organi, considerata "nell'ordine naturale delle cose, anche se nella seconda fase". Bisognerà tuttavia discuterne in sede Anci, dove, sostiene de Magistris, "è unanime la posizione che vuole che il Sindaco del comune capoluogo sia anche Sindaco metropolitano".

Netto invece il Presidente della Provincia, Antonio Pentangelo, secondo il quale "non si può prescindere da una rappresentanza democratica diretta degli organi del nuovo Ente come dall'ampliamento dei suoi confini rispetto a quelli attuali della Provincia di Napoli. "Come si fa - si chiede, infatti - a programmare lo sviluppo ad esempio del trasporto pubblico fino al comune di Sant'Antonio Abate, che è tutt'uno con Angri, che è invece in provincia di Salerno?"





26 maggio, 2014

E no Beppe, non basta un Malox

Il Video di Beppe Grillo in cui con estrema serenità il leader del M5S ammette la sconfitta e ci scherza addirittura sopra è la dimostrazione della difficoltà seria in cui si trovano i vertici del Movimento.
Nel messaggio, la rabbia e l’aggressività delle ultime giornate di campagna elettorale, lasciano il posto alla dolcezza del leader che risolve tutto con una pasticca di Maalox. Ma la calma e la dolcezza inconsueta di “Grillo post elezioni” sono chiaramente un tentativo per non ammettere le responsabilità di chi ha scelto d’impostare in quel modo la campagna di comunicazione per le elezioni europee, per nascondere insomma, che lui, Casaleggio e i pochissimi altri del cerchio magico, sono responsabili delle scelte che hanno portato alla sconfitta.
 E’ lui, che con il suo show in livestreaming ha tentato di umiliare Renzi mentre la rete diceva di discutere. Sono loro che hanno lanciato i pesanti hashtag quali # vinciamonoi e #onoioloro. Sono loro che hanno lanciato il processo virtuale, il giornalista del giorno e per finire la partecipazione da Vespa. Lui, e i suoi responsabili della comunicazione, diciamocelo, non ne hanno ingarrata una, ed adesso, è ovvio, che difronte allo sconforto comprensibile dei militanti provino ad evitare, NON un processo, ma almeno una seria discussione sulle responsabilità.
Non credo, che Grillo e i fedelissimi, ammetteranno che la colpa della sconfitta è anche la conseguenza di una campagna di comunicazione triste, arrogante, inutile e dannosa.
Lui, il genio dell’improvvisazione, non ammetterà di aver sbagliato. E’ il popolo dei pensionati e dei garantiti che sbaglia.

02 maggio, 2014

Verso un Masterplan per la città metropolitana

Verso un Masterplan per la città metropolitana, Intervista con L'architetto Aldo Loris Rossi








Raccogliere i segni per la memoria

Non rammento con esattezza il giorno in cui mi fu fatto questo ritratto, sicuramente siamo  verso la fine degli anni 80. La sede, come testimonia anche la carta intestata su cui lo schizzo è stato eseguito, la ricordo bene: la redazione napoletana dell'Unità di via Cervantes.
Maurizio Valenzi era ancora Deputato Europeo ed io, da poco neo laureato, sognavo di diventare giornalista. 
Avevo lasciato l'attività politica e la militanza già da qualche anno, proprio su suo consiglio.
"Studia!" mi aveva detto, ed io lo avevo fatto, per colmare quelle enormi lacune che con i suoi modi bruschi mi faceva notare.
Quando mi passo quel foglietto lo considerai un regalo per averlo ascoltato, ma lui, sicuramente, nemmeno si ricordava del consiglio dato a quel giovane di periferia che  faceva il capetto senza cultura. Io lo ricordavo bene, invece.
Il documentario che molti anni dopo ho contribuito a realizzare sulla sua vita è stato anche un modo per ripagare a quel prezioso consiglio.

La Testimonianza sul sito della Fondazione Valenzi

il Documentario "Confesso che mi sono divertito"

12 aprile, 2014

Città Metropolitana, Intervista al PresidenteStefano Caldoro

All’indomani della Pubblicazione della Legge Delrio.

“Le città metropolitana sono utili al paese ma la sovrapposizione di Enti previste da questa legge è un errore. La definizione di confini rigidi è sbagliata. Vanno governate le funzioni e non le aree geografiche. Le grandi città europee sono tutte governate da sistemi metropolitani che risolvono problemi e non rappresentano gabbie territoriali”.



31 marzo, 2014

#ilriverbero Tornano le cape senza casco

Sarà l'arrivo della primavera o forse i minori controlli fatto sta che Napoli è tornata a riempirsi di mezzi a due ruote con guidatori senza casco.
Le cape senza casco si rivedono un po' ovunque.  Non solo nei quartieri dove il casco è bandito per ragioni di "sicurezza" da sempre ma,  anche, nelle zone dove vige un certo ordine.  Napoli è una città dove le abitudini peggiori si diffondono con grande rapidità, forse,  sarebbe il caso di intervenire prima che succeda qualche guaio.

07 marzo, 2014

#ILRIVERBEROQUOTIDIANO LA TOLLERANZA DEI 5STELLE

Lo confesso ho sempre guardato con attenzione al Movimento 5 stelle. Per tante ragioni.
Sono incazzato come loro con i partiti tradizionali. Credo che la democrazia possa esprimersi anche in rete. Penso che un mondo nuovo sia ancora possibile. Ma pur senza discutere nel merito delle loro posizioni, che in gran parte non condivido, trovo davvero irritante, sbagliato e molto spesso scorretto, il loro porsi in maniera intollerante verso chi non la pensa come loro. Posso capire che non si possono censurare migliaia di militanti in rete che autonomamente possono offendere, defolloware, minacciare a colpi di twitt. Ma diciamocelo francamente, non ho letto mai il commento, le scuse o anche solo il richiamo di un esponente di rilevo di quel movimento difronte a questi gesti di intemperanza. Anzi, dal loro responsabile della Comunicazione, passando per i superleader nazionali, avverto quasi un incoraggiamento ad essere sempre più aggressivi e inconcilianti.

Il riverbero, ovvero la ripercussione che un atto o un evento ha sulla realtà circostante...



05 marzo, 2014

Città Scienza: Si cerca soluzione dopo stop di ieri a firma accordo programma.

Dopo la mancata firma di ieri dell'accordo di programma per la ricostruzione di Città della Scienza, Regione Campania, Comune di Napoli, Fondazione Idis e ministeri interessati, torneranno a sedersi attorno a un tavolo venerdì prossimo a Roma per trovare una soluzione.
L'incontro è stato convocato negli uffici del ministero dello Sviluppo economico. E' questo l'ultimo sviluppo della vicenda dopo una serie di contatti tra le parti intercorsi tra la serata di ieri e stamattina. Al vaglio del tavolo ci sarà l'ipotesi di sottoscrivere due accordi distinti, uno sulla ricostruzione di Città della Scienza ed un altro relativo alla bonifica della spiaggia e del mare di Bagnoli. Una soluzione, questa, gradita anche a Città della Scienza i cui vertici ieri nel commentare l'imprevisto stop alla firma avevano ricordato di aver accettato l'ipotesi di due azioni distinte dal punto di vista amministrativo ma sinergiche per lo sviluppo di Bagnoli.

#ILRIVERBEROQUOTIDIANO Dagli allo Zombi. Da Grillo a Renzi la gara a chi ne ammazza di più.

Mentre in tv spopola la nuova serie di  “The Walking Dead “ della  20th Centhury Fox Home Entertainment, in parlamento, in rete, ma anche sui giornali e soprattutto in tv, la caccia al “morto vivente” prosegue senza tregua.
Ma nell’inconscio collettivo, i morti che camminano non sono solo i vecchi politici. Certo Grillo e Renzi sono particolarmente concentrati nell’identificare nella vecchia politica e nelle sue sedi il sacrario in cui lo Zombi si nasconde. Sacrari che se necessario bisogna “aprire come una scatola di tonno” o “abolire” (Senato) a colpi di riforme annunciate. Gli Zombi, ormai, si nascondono ovunque e ovunque vanno stanati e fatti fuori.
Zombi sono i vecchi saggi della cultura, che si trascinano leggendo vecchie e inutili teorie facendosi la pipì addosso. Ma anche gli impiegati “fannulloni” che non riescono (loro?) a sbloccare il sistema burocratico. E che dire dei  choosy che nascondendosi dietro le pergamene non accettano nemmeno il lavoro in pizzeria facendo aumentare colèpevolmente le statistiche. E poi i giornalisti che scrivono solo perché pagati. Zombi ovunque, al piano di sotto in pizzeria, alle poste…
E continuano a diffondersi o forse semplicemente continuiamo ad individuarne.
Perfino i più bravi cacciatori di questi mostri, eletti in rete per sterminarli, qualche volta si ammalano di Zombismo.
Per fortuna la rete li scova e li stermina subito a colpi di click. Non conta chi sia lo Zombi, importa solo la sua eliminazione.

Ed è proprio Robert Kirkman Robert Kirkman, autore della serie The Walking Dead a darci, forse, la più lucida descrizione del fenomeno. «Gli Zombi incarnano il nostro timore generale della morte in quanto esseri umani. Camminano. Attaccano. Sono le paure di tutti. E rappresentano una specie di collasso della società, la struttura che ci fa funzionare: dimostrano quanto essa sia fragile. Da questo punto di vista è interessante che l’era della popolarità degli zombi sia anche l’era del crac finanziario, del riscaldamento globale e della guerra al terrorismo».

Il riverbero, ovvero la ripercussione che un atto o un evento ha sulla realtà circostante...

04 marzo, 2014

#ILRIVERBERO Città della scienza si firma accordo ma M5S, Rifondazione Comunista e Coordinamento precari scuola dicono no.


Mentre tutte le istituzioni oggi sottoscrivono l'Accordo di Programma per avviare l'iter di ricostruzione dell'ala di Città della Scienza distrutta un anno fa dell'incendio doloso. Un gruppo di manifestanti (per la verità non numeroso) protesta contro l'accordo che sarà firmato oggi a Città della Scienza e per le mancate bonifiche dell'area.
"Hanno sabotato la bonifica e privatizzato il lungomare. Oggi ci tolgono la spiaggia pubblica. Non è uno scherzo di carnevale, dobbiamo reagire".Si legge in un volantino.

Il riverbero, ovvero la ripercussione che un atto o un evento ha sulla realtà circostante...

26 febbraio, 2014

UNIFICARE L’UFFICIO STAMPA E QUELLO DEL PORTAVOCE E’ DEONTOLOGICAMENTE SCORRETTO E NON RISPETTA LA LEGGE 150/2000. EPPURE, ANCHE LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI LO HA FATTO.

Dal sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri apprendiamo che sono stati unificati in una sola struttura l’Ufficio Stampa e quello del Portavoce. Una tendenza, questa di unificare i due uffici, da alcuni anni seguita a tutti i livella nella Pubblica Amministrazione.
A nostro parere tale scelta non solo non è corretta rispetto a quelle che sono le norme e la deontologia professionale dei giornalisti, ma è in netta contraddizione con quanto previsto dalla legge sulla comunicazione Istituzionale e soprattutto rischia di ingenerare una pericolosa confusione tra comunicazione istituzionale e comunicazione prettamente politica a tutto danno del cittadino.

E' ovviamente corretto che un amministratore preferisca affidare la voce del suo governo a esperti e professionisti di fiducia piuttosto che a dipendenti pubblici che rispondono alle istituzioni, purché sia chiara la loro rispettiva funzione.
Il legislatore non a caso ha deciso di definire per la PA regole chiare e necessariamente diverse da quelle che vigono in altre organizzazioni di produzione di servizi sancendo una netta distinzione tra comunicazione istituzionale e comunicazione politica. A ciascuna area di attività devono corrispondere strutture, responsabilità, risorse distinte e ben identificabili.
La legge n. 150/2000 e ancora di più la direttiva Frattini del 2001, prevede, infatti, che in ciascuna amministrazione esistano due strutture - Portavoce e Ufficio Stampa - dedicate all’attività di informazione e una terza, l’Ufficio Relazioni con il pubblico (URP), dedicata alla comunicazione istituzionale.
Al portavoce, in particolare è affidato un ruolo esplicitamente politico. Questi può svolgere una funzione di coordinamento generale e di indirizzo relegando agli altri uffici una funzione operativa ma non strategica.
Il portavoce si occupa dei rapporti con gli organi di informazione in stretto collegamento con l’ufficio stampa ma è alle dipendenze del vertice pro tempore dell’ente. Quella del portavoce può essere vista dunque come un’attività di informazione politica, che coniuga la competenza professionale e il rapporto di fiducia con il capo dell’amministrazione, del quale deve essere capace di comunicare scelte, orientamenti e strategie.
L’ufficio stampa, invece, è un ufficio autonomo che opera sulla base delle “direttive impartite dall’organo di vertice dell’amministrazione” e “deve garantire il diritto dei cittadini ad essere informati, “assicurando il massimo grado di trasparenza, chiarezza e tempestività”.
In quanto giornalisti, i dipendenti dell’Ufficio stampa devono rispondere all’Ordine e alla Carta dei doveri e la legge n.150/2000 ne salvaguarda l’autonomia professionale.
Diverso, evidentemente, ciò che viene richiesto al portavoce, che, in qualità di owner della comunicazione politica dell’ente e del suo vertice, dipende da esso e si trova ad esprimerne, per quanto oggettivamente, i suoi punti di vista.
Per la legge non è necessario che sia giornalista di conseguenza si evince che debba far riferimento non a Carte dei doveri o a Ordini professionali, ma esclusivamente alla propria deontologia e a quella del vertice di cui è portavoce.
La legge, stabilisce, dunque, a nostro modo di vedere, l'incompatibilità delle posizioni ed esclude situazioni di ambiguità che possono ingenerare una sovrapposizione tra ruolo ‘politico’ del portavoce, che va a sovrapporsi con un ruolo “trasparente e informativo” dell’addetto stampa.
La tendenza a unificare gli Uffici ed a conferire l’incarico di portavoce, che assume pure quello di capo ufficio stampa, è per noi una violazione della legge n.150/2000 e della deontologia professionale dei giornalisti.
PD

14 febbraio, 2014

CITTA' METROPOLITANA, LA PAROLA AL SINDACO DI NAPOLI LUIGI DE MAGISTRIS ...

Una straordinaria occasione per tutto il territorio della provincia. Insieme ai sindaci costruiremo un percorso per offrire nuove opportunità di sviluppo. I lavoratori della Provincia devono stare tranquilli, il posto di lavoro sarà preservato.



06 febbraio, 2014

Sei adulti su 10 ricevono contenuti 'intimi' sul cellulare per McAfee, la metà condivide materiale 'hard' e pure le password

Secondo un'indagine di McAfee, il 63% degli intervistati italiani ha dichiarato di ricevere sul proprio dispositivo contenuti intimi, mentre il 45% riceve contenuti a sfondo sessuale e circa la metà condivide le proprie password.
La ricerca  finanziata dalla nota software house produttrice di antivirus e denominata  'Amore, relazioni e tecnologia 2014' mette in luce che il 94% degli intervistati italiani (di età compresa tra i 18 e i 54 anni) utilizza il proprio dispositivo portatile per scattare foto e il 58% invia o riceve contenuti privati tra cui
filmati, fotografie, e-mail e messaggi. Il 73% protegge lo smartphone con una password o un codice, ma il 41% continua a condividere le password con un'altra persona, mentre il 30% utilizza la stessa password per più dispositivi. La metà dei giovani fra 25 e 34 anni riceve contenuti a sfondo sessuale,
ricalcando le abitudini del 49% degli adulti tra i 45-54 anni.
Sono le donne le più propense a utilizzare il proprio dispositivo portatile per inviare e ricevere contenuti simili (41% vs il 36% degli uomini). Le metà degli intervistati ha archiviato contenuti intimi ricevuti da altre persone. Di coloro che hanno inviato contenuti audaci, il 66% li ha inviati alla propria persona del cuore, mentre due su 10 li hanno condivisi
con sconosciuti.

30 gennaio, 2014

Facebook Paper dal 3 febbraio 2014 (almeno in USA)

Il ''giornale personale'' del social network Facebook, primo progetto 'nato' dal cantiere FBCreative Labs, sarà lanciato il 3 febbraio negli Usa con un applicazione per iPhone, distinta da quella tradizionale di Facebook.
L'app propone sezioni di news e approfondimenti selezionate con un mix di algoritmo e curatori 'umani', ma reinventa anche il flusso di notizie della propria bacheca.
L'intera App dovrebbe essere riscritta e riproposta in un nuovo design e con nuovi comandi 'touch'. Facebook Paper, contrariamente alle prime voci che lo descrivevano come puro aggregatore costruisce una vera e propria  'News Feed'  che utilizza il flusso di condivisioni dei propri contatti, trasportando i contenuti nel personal magazine.
Garantiti gli elementi tipici del social come il 'Mi piace'.  Si potranno ovviamente pubblicare testo e foto, e averne un'anteprima prima di condividerlo.  Per ora Facebook Paper sarà distribuito senza pubblicità dando la possibilità di esplorare e condividere storie di amici e del mondo circostante liberamente e gratis.
La grafica dovrebbe essere particolarmente curata permettendo di scegliere  fra una dozzina di template con una navigazione che rispetta i moderni standard "Immersive"