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28 dicembre, 2009

Web TV istituzionale, il direttore deve essere vecchio?

Il bando del Comune di Napoli per la ricerca di un responsabile della webtv ha lasciato tutti molto perplessi.
In pratica il Comune ha indetto una selezione interna per verificare, come prevede la normativa, se vi siano nell'amministrazione professionalità capaci di condurre la webtv istituzionale.
L'obiezione da tutti mossa è che i requisiti richiesti sono eccessivi. Effettivamente risulta assai poco credibile che un giornalista televisivo con esperienza decennale, conduttore di TG Rai, docenze, etcc. etcc etcc. presti il proprio servizio in una PA.. Scontato quindi che bisogna rivolgersi all'esterno per trovare un cotanto esperto.
Io però ritengo invece che i requisiti siano semplicemente, ancora una volta sbagliati. Chi ha un minimo di conoscenza di webtv sa bene che parliamo di un mestiere completamente diverso dalla tv tradizionale. Aver condotto un tg nazionale non significa affatto che si è capaci di fare una buona webtv.
Per dirigere una webtv occorre essere soprattutto esperti di web, di comunicazione online, di strumenti di socialnetwork e magari anche saper stare davanti ad una piccola cam.
Ho fatto la mia prima trasmissione tv-web "istituzionale" nel 99 quando trasmettemmo in diretta dalla sala Giunta della Provincia di Napoli, con una piccola webcam, la telefonata tra esponenti politici presenti in sala e rappresentanti che erano all'ospedale di Gaza in Palestina.
Mentre facevamo quella diretta si udirono degli spari. L'esercito israeliano era entrato in città. Fummo tutti spaventati dalla potenza del mezzo che stavamo usando. Con pochissimi soldi, nessun anchorman, ma con tanta disponibilità a conoscere le nuove tecnologie, scoprimmo cosa si poteva fare con la rete.
Lo dico da vecchio e da giornalista professionista,  quindi posso permettermelo, non servono mega giornalisti esperti per fare una webtv, ma gente pronta a sperimentare, capire, studiare un mezzo ancora giovane, immaturo e tutto da scoprire. Innovatori?

26 dicembre, 2009

La solitudine degli uffici stampa Stati generali dell’informazione degli uffici stampa

Promosso dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti e dalla Federazione Nazionale della Stampa Italian.
Roma, venerdì 29 gennaio 2009  Sala “Mons. Di Liegro”  Provincia di Roma Palazzo Valentini  Via IV Novembre, 119/a - 00187 Roma 

11 dicembre, 2009

"gov.it" tutti i siti della PA sotto un unico "dominio"?


Cambiano i tradizionali suffissi dei siti web della pubblica amministrazione.
Per identificare i siti di enti locali, ministeri, enti pubblici vari, d'ora in poi sarà obbligatorio utilizzare il suffisso "gov.it".
L'obiettivo? Provare a fare pulizia dei tantissimi siti "pubblici" inutili e inutilizzati che riempiono i cimiteri della rete.
Lo prevede la direttiva n.8/2009 del dipartimento della Funzione Pubblica che obbliga tutte le amministrazioni ad una ricognizione completa dei siti riconducibili alle proprie competenze.
A fornire l'assistenza tecnica necessaria per la registrazione e la gestione dei domini ".gov.it" sarà il Cnipa (Centro nazionale per l'informatica nella Pubbblica Amministrazione).
Spettarà invece al Formez il compito di fornire, secondo le indicazioni del ministero, il supporto formativo ed informativo alle amministrazioni per le attività connesse con le applicazioni delle linee guida e del vademecum.

05 dicembre, 2009

Qualcosa si muove, almeno in toscana

GIORNALISTI: REGIONE TOSCANA, SI' A INTEGRATIVO AGENZIE

   (ANSA) - FIRENZE, 5 DIC - I giornalisti delle due agenzie di
informazione del consiglio e della giunta regionale hanno
firmato il primo  integrativo aziendale: "un traguardo
importante - si legge in una nota dell'Associazione stampa
toscana - e una notizia positiva in tempi certo non felici per
l'intera categoria".
   "Un integrativo importante, che premia il lavoro della
delegazione che ha curato la trattativa coordinata dal
vicepresidente Nazzareno Bisogni e dei due comitati di
redazione", e che "va visto in prospettiva, per le
opportunità che apre e per il lavoro che consentirà di
avviare. Si tratta del primo integrativo che in Toscana viene
firmato con un'amministrazione pubblica. E se è vero che
riguarda direttamente colleghi che già si sono visti applicare
il contratto Fnsi-Fieg da due anni e mezzo, ovvero da quando a
maggio del 2007 i due uffici stampa regionali si sono
trasformati in agenzie di informazione, questo accordo apre
anche un percorso di confronto e valutazione dei vari istituti
contrattuali che potenzialmente può interessare molti altri
uffici stampa".
   Aspetto fondamentale dell'accordo è "l'istituzione di un
tavolo tecnico che dovrà affrontare un nuovo approfondito esame
della normativa del pubblico impiego in relazione al lavoro
giornalistico - prosegue la nota dell'Ast -, così come
l'istituzione di un tavolo specifico che, per la prima volta in
Toscana (non solo a livello di amministrazione pubblica)
tratterà tutta la partita della multimedialità, così come
previsto anche dal contratto nazionale Fnsi-Fieg".    (ANSA).

04 dicembre, 2009

L.150, metafora di un cambiamento atteso, annunciato e mai realizzato


Tra pochi mesi "festeggeremo" il decimo anniversario della legge 150/2000.
Quella legge che avrebbe dovuto garantire con l'introduzione di strumenti di comunicazione l'accompagnamento al processo di ammodernamento della Pa.
Una norma, la n. 150, che provava ad incidere su tutta l'organizzazione pubblica, ad adeguare lo sviluppo di processi di innovazione, l'introduzione di nuove tecnologie e soprattutto a rispondere a quel bisogno di trasparenza da sempre auspicato.
Quella legge è rimasta, purtroppo, in gran parte inapplicata e rischia di diventare una metafora di quel cambiamento "atteso, annunciato e mai completamente realizzato".
La sensazione che si vive in molte Pubbliche amministrazioni è che questa legge abbia molto aiutato i politici a garantirsi una loro sovraesposizione e poco le Istituzioni e i cittadini nel loro difficile dialogo. Insomma, la legge sarebbe stata usata più per rafforzare la comunicazione politica che quella istituzionale per la quale era stata approvata.
Come potremo festeggiare questo evento?

03 dicembre, 2009

Innovatori perseguitati


Speravo proprio di non dover mai più scrivere post come questo e invece...
Molti colleghi mi scrivono, alcuni addirittura mi telefonano,  per segnalare "azioni di diffida" di solerti dirigenti nei confronti di"innovatori" che provano a migliorare la comunicazione istituzionale della PA utilizzando strumenti 2.0.
Il caso classico è l'uso di servizi quali Youtube o Livestream per diffondere video o dirette istituzionali. Ricordo che, utilizzando questi strumenti, gratuiti, si evita di intasare i server degli enti pubblici e soprattutto si risparmiano inutili ed esosi investimenti in acquisto di "banda",  software e piattaforme complesse mai capaci, tra l'altro, di dare risulatati soddisfacenti.
Bene, è facile in questi casi incorrere in contestazioni e diffide da parte di qualche dirigente che può contestarci l'uso di strumeti "privati" che possono diffondere pubblicità sui nostri contenuti.
Anche strumenti di socialnetwork quali facebook o twitter, quando utilizzati dalla PA, trovano sempre qualcuno pronto a contestarne l'uso.
Io, su questa questione la penso come il mitico Gianluigi Cogo e non ho paura di invitare i colleghi a rischiare qualche contestazione che ben presto sarà superata dalla storia :-) prima ancora che dalle leggi. Leggi che tra l'altro non credo vietino in alcun modo l'utilizzo da parte della PA di tali strumenti (ho ragiorne professor Belisario?).
Ricordo che molti anni fa, dopo essere riuscito a registrare e mettere on line uno dei primi siti web istituzionali del nostro paese (forse il primo), mi beccai una nota durissima  da parte di un burocrate che mi contestava "l'uso di strumenti di pubblicità non previsti dalla legge per atti dell'Amministrazione".  Avevo semplicemente pubblicato dei bandi di gara sul sito, bandi che erano naturalmente affissi all'albo pretorio. E pensare che tra pochi mesi l'albo pretorio andrà finalmente in pensione e la validità legale spetterà solo ai documenti elettronici:-(
Vi chiedo aiuto e conforto per me e per i tanti colleghi che sono costretti ogni giorno a combattere da anni la difficile battaglia per innovare la PA, contro arretratezza tecnologica, ostilità burocratiche e soprattutto assenza di regole. Regole che potrebbero, invece, in qualche modo proteggere e incentivare chi opera concretamente per innovare la PA.

24 novembre, 2009

I socialnetwork puzzano di nuova bolla

Dall' ANSA leggiamo:
INTERNET:WSJ,DUE CLASSI AZIONI PER FACEBOOOK, STRADA PER IPO
  (ANSA) - NEW YORK, 24 NOV - Facebook crea una struttura duale di azioni, diversificandole in due classi, in una mossa che spiana al strada a una possibile quotazione in borsa (initialpublic offering, ipo). Lo riporta il Wall Street Journal, sottolineando come la società sia impegnata a convertire gli
attuali investitori in azioni di Classe B, che hanno un potere di voto dieci volte superiore ai titoli di Classe A. Le azioni convertite resteranno di Classe B a meno che non si proceda alla quotazione. In tal caso diverrebbero tutte di Classe A. (ANSA).
Quando leggo di queste cose mi preoccupo.

16 novembre, 2009

Pa editrice tra informazione e comunicazione

La pubblica amministrazione italiana ha una consolidata tradizione nel settore editoriale che deriva dai suoi compiti istituzionali e dall’esigenza di rimanere in contatto con i cittadini-utenti.
Le nuove priorità imposte dal codice digitale e le possibilità offerte da Internet
di Domenico Pennone
Guida agli Enti Locali Sole24Ore n.44 7 Novembre 2009

La trasparenza cambia faccia all’Albo pretorio

La legge 69/2009 sull’innovazione ha aggiornato in modo radicale le norme sulla pubblicità legale degli Enti imponendo, a partire da gennaio lo stop a provvedimenti e atti cartacei a favore della pubblicazione sui siti istituzionali delle Autonomie. Gli effetti previsti dalla rivoluzione telematica nella Pa.
di Domenico Pennone
Guida agli Enti Locali Sole24Ore n.43
31 ottobre 2009

03 settembre, 2009

Lo sviluppo della rete e dei servizi di nuova generazione Napoli 16 settembre 2009

"LO SVILUPPO DELLA RETE E DEI SERVIZI DI NUOVA GENERAZIONE:
UN´OPPORTUNITÀ PER LA CRESCITA DEL MEZZOGIORNO" è il tema del convegno organizzato dall’Ordine degli Ingegneri di Napoli - Commissione Telecomunicazioni insieme all’Unione Industriali sez. ICT e la Facoltà di Ingegneria dell’Università Federico II di Napoli, che si terrà il 16 settembre prossimo, alle ore 15, presso la sede dell’Unione degli Industriali di Napoli.
L´incontro ha lo scopo di fare il punto sullo stato dello sviluppo della rete a banda larga in Italia, individuando nel contempo le azioni possibili affinché tale crescita non penalizzi il meridione ed in particolare la Campania. E’ noto a tutti che il mondo delle reti e dei servizi pubblici di comunicazione sta attraversandouna fase di grande trasformazione con importanti ricadute non solo sugli aspetti industriali ed economici del settore, ma anche sull’intero sistema socioeconomico.
I fattori chiave di questa trasformazione risiedono principalmente nello sviluppo delle tecnologie ICT (Information&Communication Technology) per la realizzazione di reti di comunicazioni di nuova generazione (NGN - Next Generation Network) a Larga Banda (obiettivo i 100Mbps per l´utente finale) adottando un modello 4-Play (voce-dati-video con integrazione fisso-mobile).
La NGN rappresenta un´infrastruttura strategica per la crescita di ogni paese, con le classiche implicazioni su come governare la sua realizzazione e sostenere i relativi investimenti. Per questo motivo in molti paesi, tra essi l’Italia, i governi, insieme a tutti gli stakeholders (autorità di regolamentazione, telecom provider, network provider, service provider, ricerca, imprese,
istituzioni locali, società civile), stanno elaborando strategie condivise e piani per il suo sviluppo.
Punto nodale da affrontare e risolvere è il cosiddetto "dilemma della rete", ovvero definire quali siano le regole, la soluzione tecnica e quella proprietaria (ad esempio separare la proprietà dell’infrastruttura di rete da quella dei servizi) capaci di garantire: la competitività, la trasparenza del settore, ovvero la cosiddetta equivalence of input (neutralità) della rete e, al tempo stesso, la remunerazione dei cospicui investimenti necessari a realizzare l’infrastruttura
stessa.
Il tutto basato su un percorso virtuoso che porti parallelamente allo sviluppo ed alla fornitura di nuovi servizi a larga banda (NGS - Next Generation Service), che avranno nell’evoluzione di Internet (Future Internet) un prevalente contesto di riferimento. La modalità con cui la NGN si svilupperà nel nostro Paese avrà un impatto anche sul livello di infrastrutturazione dei territori
regionali. Per questo motivo è importante discutere del ruolo che regioni come la Campania e l’intero Mezzogiorno devono assumere in questa fondamentale fase di sviluppo. D’altro canto tutti concordano nel dire che il superamento dell’attuale crisi economica passa anche attraverso l’adozione di un nuovo modello di sviluppo basato su infrastrutture immateriali, che migliorino la
capacità innovativa e competitiva del Paese.
All’incontro del 16 settembre, che verterà sulla relazione dell’ing. Francesco Caio V.P. di Nomura International e consulente del governo britannico e italiano per la Banda Larga, interverranno il dott. Gianni Lettieri presidente dell’Unione degli Industriali della provincia di Napoli, l’ing. Luigi Vinci presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli, l’ing. Giovanni Manco Coordinatore della Commissione Telecomunicazioni dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli, l’ing. Umberto De Julio A.D. Italtel, l’ing. Sergio De Falco V.P. Sez- ICT Unione Industriali di Napoli, il prof. Giorgio Ventre DIST - Università Federico II di Napoli, il dott. Pietro Altieri presidente ITS Group, il prof. Nicola Mazzocca Assessore all’Università, Ricerca e Innovazione Tecnologica della
Regione Campania, l´On. Stefano Caldoro componente della Commissione Cultura e Ricerca della Camera dei Deputati. Invitati inoltre altri autorevoli esponenti istituzionali e del mondo delle imprese. Coordina il dibattito il giornalista Domenico Pennone.

26 giugno, 2009

Livestream - Metronapoli.it e-magazine WebTV

Livestream - Metronapoli.it e-magazine WebTV

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Marketing territoriale, la promozione efficiente

Sussidiarietà verticale e orizzontale sono alla base del piano di rilancio e valorizzazione. Basato sulla conoscenza delle caratteristiche locali e delle esigenze di cittadini e imprese. Per consentire la migliore gestione dei servizi e la qualità dell’offerta.
Ecco come fare.
di Domenico Pennone

Museo diffuso per Napoli

Progetto Elisa, la qualità al servizio dei cittadini


11 maggio, 2009

FACEBOOK NELLA PA SOLO DA VIETARE?

La rete sta diventando tutta “social”. Il web 2.0, email a parte, raccoglie più del 50% dell’intero traffico internet nel mondo. Strumenti quali youtube, facebook, flickr da soli veicolano la maggioranza dei contenuti informativi on line. Eppure c’è chi ritiene ancora che nel mondo dell’ICT almeno nella Pubblica Amministrazione sia possibile stabilire cosa può essere utile e cosa no. Chi pensa che strumenti nuovi non classificabili ancora ne come ludici ne come professionali possano essere usati secondo criteri stabiliti a priori, anche per un imprevedibile futuro.
Internet è una tecnologia giovane, ancora immatura e nessuno può ipotizzare o decidere cosa o quanto di questo strumento ci servirà domani o dopo domani.
Quanto avviene quotidianamente in rete è, in buona parte, ancora sperimentazione.
Innumerevoli gli aneddoti sulle innovazioni che ci raccontano di quante volte, anche illustri scienziati, si siano sbagliati nel pensare di poter decidere quali sono le tecnologie certamente utili o quelle quali che potranno esserlo domani.
Voglio però solo raccontare due episodi di cui sono direttamente testimone.
Molti anni fa mi interessai della fornitura dei primi personal computer da usare nella mia amministrazione. Erano una cinquantina in tutto e dovevano servire in primo luogo a sostituire inutili e costose macchine di videoscrittura acquistate solo un anno prima e quasi del tutto inutilizzate. Quando arrivò il primo dei pc della fornitura chiamai i maggiori burocrati dell’ente nel mio ufficio e mostrai quella stupenda imitazione dei Macintosh. Erano macchine che già usavano un Sistema Operativo chiamato Windows 3.11.
Volevo sbalordirli con effetti speciali ed apri il “campo minato”. Compresero subito che si trattava di un gioco e la loro reazione fu per me inaspettata. Un solo ordine: disinstallare i giochi dalle macchine altrimenti, mi dissero, era certo che i dipendenti avrebbero passato il loro tempo a giocare.
Avevo letto di quanto accaduto negli USA dove negli uffici nei quali i giochi erano stati rimossi dai pc gli impiegati si erano rifiutati di imparare l’uso del mouse e della tastiera. Non provai però a spiegare quella storia. Mi difesi mentendo. Dissi che non era possibile disinstallare quei programmi. Imbrogliai e i giochi rimasero lì. Dopo poche settimane tutti gli uffici fecero richieste di altri computer. Oggi quell’amministrazione è tra le più informatizzate d’Italia, almeno per l’uso dei pc.
Anni dopo, grazie ad una scatoletta chiamata modem, una linea telefonica ed un programma chiamato Mosaic scoprii che la rete non era più solo fidonet e che era possibile mettere in rete pagine graficamente gradevoli. Questa cosa sconvolse di nuovo gli stessi burocrati. Abituati a lettere e circolari “grigie” ritenevano addirittura immorale pensare alla grafica, ai colori per parlare con i cittadini. E poi, mi disse il Segretario Generale: quanti utenti compreranno mai un pc, lo collegheranno al telefono e addirittura andranno lì, in quel mondo virtuale, per avere notizie della nostra Amministrazione?
Vinsi per fortuna ancora io e da anni ho aperto un contenzioso per il primato di prima rete civica italiana. Ovviamente io insisto che quella di Napoli fu’ la prima.

Ed ora, appena tornato a tempo pieno nella mia Amministrazione, dopo 8 anni di vagabondaggio indovinate cosa ho fatto? Ho registrato PROVINCIA DI NAPOLI su Face Book, ho aperto una pagina su youtube, ho avviato una webtv. E cosa sento in giro? Che questi strumenti devono essere vietati nella PA! E sapete perché? I fannulloni dipendenti pubblici passerebbero il loro tempo ad usare i social network ovvero gli strumenti che tutti universalmente ritengono essere i nuovi mezzi di comunicazione di oggi e di domani!
Ma per favore ancora non sapete che i veri fannulloni perdono il tempo a solo a trovare come perdere tempo?
Ma possibile mi chiedo che non si comprende che il modo migliore per innovare la PA sia proprio quello di usare anche in forma sperimentale le nuove tecnologie? Possibile che non ci si provi ad usare i social network nella Pa invece di combatterli?
Leggo che in Friuli la Regione vieta ai giornalisti di quell’Amministrazione di usare FB. Leggo che un Ministro, che comunque stimo e che ho avuto l’onore di conoscere alla mia premiazione come innovatore della PA parli di divieti e di filtri senza verifiche sull’uso reale di questi strumenti.
Non agiamo solo con oscurantismo verifichiamo bene prima cosa succede tra i tanti che usano FB anche nella PA e magari proviamo a canalizzare queste esperienze prima di vietarle e basta.
Per favore aiutate il difficile compito di chi la PA prova a cambiarla davvero e da dentro, anche sperimentando i SN. L'importanza che le nuove tecnologie rivestono all'interno del panorama attuale per fortuna continua a stimolare molti enti pubblici e istituzioni a rivolgere la propria attenzione a queste nuove forme di comunicazione. Nessuno riesce a fermare l'innovazione.

una cattiva notizia: BLOCCO FACEBOOK ALLA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA

Il Comitato di Redazione di Agenzia Regione Cronache esprime viva preoccupazione per la decisione improvvisa ed unilaterale di negare l’accesso alle pagine web di Facebook ai giornalisti della Regione Friuli Venezia Giulia.
Vietare l’utilizzo interattivo dell’informazione in entrata/uscita proprio a chi è deputato ad informare addetti ai lavori e cittadini è, infatti, un controsenso istituzionale ed un autogol immotivato. Facebook come You Tube, alla pari dei Blog connessi all’Amministrazione regionale, sono strumenti interattivi che permettono di avvicinare soprattutto i più giovani all’attività delle istituzioni, contribuendo in questo modo alla diffusione di messaggi che troppo spesso in passato sono rimasti vincolati alle scelte editoriali dei media.
Dovremmo forse censurare anche You Tube, dove la Regione pubblica molti video, o i Blog para-istituzionali? La nostra risposta è no. La censura, la chiusura nei confronti dei nuovi mezzi di comunicazione e di più facile interazione fra tutti gli attori della comunità è un segnale di debolezza, oltre che una pericolosa reminescenza di antichi ed infausti retaggi.
Facebook più di altri siti, inoltre, consente di avvicinare con estrema facilità ed immediatezza possibili interlocutori mediatici che, altrimenti, sarebbe molto più difficile raggiungere ed informare.
La visibilità e la potenzialità di contatto garantite dai principali social network e dai blog, tra l’altro, è palesemente superiore a quella di un sito istituzionale spesso troppo ingessato e scarsamente attrattivo. Abbinare questo sistema di comunicazione all’annunciata semplificazione burocratica in funzione di un migliore contatto con il cittadino, quindi, sembra la giusta risposta all’esigenza di ridurre le distanze con il pubblico, di coinvolgere tutti nella vita della Regione, cancellando così quelle sacche elitarie che imbavagliano, allontanano e provocano disinformazione, disinteresse, distacco.
Proprio in quest’ottica, il CdR di Agenzia Regione Cronache, competente per la parte giornalistica che rappresenta, si rammarica comunque anche per la volontà di impedire agli altri dipendenti regionali la visione di quell’informazione pubblica molto presente su Facebook, dove istituzioni, ministri, parlamentari, assessori regionali, sindaci etc. etc. sono presenti in massa con il chiaro obiettivo di risultare accessibili a tutti, di coinvolgere il maggior numero possibile di cittadini nell’attività politica ed amministrativa, nella costruzione stessa della vita pubblica e nelle decisioni che quotidianamente interessano gli abitanti di un comune, di una provincia, di una regione, dell’Italia e perfino dell’Europa intera.
Auspicando un atteggiamento diverso nei confronti dell’informazione e della comunicazione, il CdR sollecita pertanto un confronto immediato con l’Editore su questo tema.

Comitato di Redazione Agenzia Regione Cronache Dario Budach, Fabio Carini, Carlo Morandini

Una buona notizia: la Polizia su Facebook e YouTube

Un nuovo modo di rapportarsi con i cittadini attraverso i social marketing e le nuove forme di comunicazione istantanea. Questo l'obiettivo delle iniziative della Polizia di Stato.
In occasione del 157° anniversario della sua fondazione la Polizia di Stato ha aperto un profilo su Facebook e una canale su YouTube. "C'è più sicurezza insieme" è lo slogan usato che sottolinea la consapevolezza da parte delle istituzioni all'uso dei nuovi mezzi di comunicazione per essere sempre più vicini ai cittadini.

11 aprile, 2009

Questa la devo raccontare

Questa la devo raccontare, perché come dice la mia amica Valentina (poi vi spiegherò chi è) i guai brutti, che finiscono bene e che qualcuno chiama anche miracoli, vanno raccontati. Perché trasmettono ottimismo e allegria.
Veniamo a noi.
Domenica Delle Palme, Napoli-Sampodoria manco è iniziata e il Napoli già ha preso un goal. Uno normale, che vuole stare tranquillo, che fa? Aspetta il pareggio! Io no, io che per le disgrazie so’ na specie di calamita decido di posare sul soppalco il mobile della cucina che il rivenditore mi ha portato in più e che siccome l’ho pure pagato inutilmente non voglio buttare.
Perfetto, la cosa è semplice: imballo il mobile, prendo lo scaletto lungo e con l’aiuto di mio figlio il grande metto il mobile nel mezzanino.
Questa è la teoria. Nella pratica salire un mobile di una trentina di chili con lo scaletto ad un altezza di metri 2,50 non è facile, anzi...
Della cosa mi accorgo però solo quando sulla scala, col mobile sollevato sulla capoccia, perdo l’equilibrio. A questo punto, in un decimo di secondo, devo decidere se è meglio buttarmi a sinistra dal lato del wc e bidè, dove c’è un bel mobile con vetri o a destra, sul lavandino, che se non altro essendo dotato di mobile magari mi regge pure.
Il cuore mi dice a sinistra ma la ragione mi spinge a destra. Segno dei tempi.
Mentre casco a peso morto sul lavandino, ormai convinto che la fine è arrivata e deciso a fare meno guai possibili con la mia tragica morte, mi viene in mente che mi sono scordato di pagare l’assicurazione della macchina. Speriamo che mio figlio, dopo il funerale, se ne ricordi. Non vorrei che per colpa mia si beccasse pure una denuncia.
Incredibile, il lavandino regge. Certo, il rubinetto entrando nell’anca si piega ma la struttura regge!
Soddisfatto e pensando che alla fine restare in sedia a rotelle non è poi peggio della morte mi accorgo che sto cascando di nuovo dal lavandino alla vasca da bagno. In questo caso è la capoccia a subire l’impatto, ma quella non mi preoccupa l’ho sempre tenuta tosta!
Dalla vasca rotolo verso il bidè e il wc. Un braccio, non so come e sfidando ogni legge fisica, ci si infila addirittura dentro. E’ la sensazione di bagnato della mano nell’acqua da poco scaricata che mi rassicura. Almeno non sono morto! Alzo gli occhi, la testa infilata tra i due igienici accessori e vedo mio figlio terrorizzato guardarmi dall’alto, seduto sul wc per scrutare o forse perché sta svenendo dalla paura. Apro la bocca, provo a gridare, il suono esce tipo lamento, mio figlio mi invoca: “Papa’, Papa’ stai bene?”.
“Cazzo -urlo- se ti alzi dal braccio forse sto meglio!”. Nun zo morto e ho addirittura il governo della parola.
Ad alzarmi non ci provo, tanto dico, col culo che mi ritrovo figurati se non mi sono rotto la schiena.
Intanto si odono urla e i suoni di sirene: Il Napoli ha pareggiato, 1 a 1.
I miei insistono: devi alzarti! E io come lazzaro ci provo. Uhaaa riesco quasi a stare in piedi!
Mentre corriamo in ospedale la Sampodoria segna ancora: 2 a 1. Confesso, non mi preoccupa il campionato ma i medici e gli infermieri sicuramente incazzati del risultato e che si trovano di domenica pomeriggio sto stronzo davanti che, penseranno, per farsi male durante la partita come minimo è tifoso della juve che oggi non gioca.
In pronto soccorso, un dottorino attento, mentre guarda incuriosito tutti i posti in cui ho dolore mi ricorda soddisfatto che la maggioranza degli incidenti gravi avvengono in casa: “forse ci vorrebbe una tac” ma non è giornata.
4 Radiografie: mano, gamba sinistra, anca destra anca sinistra.
Risultato sbalorditivo: nessuna frattura grave solo 4 probabili piccole microfratture. Esco dolorante dall’ospedale ma soddisfatto della mia potenza fisica mentre un boato si leva dal CTO! 2 a 2!
Annuncio a tutti su Face Book che sono ancora vivo, i commenti sono tutti sarcastici.
La notte la passo a tentare di trovare una posizione comoda che non mi faccia piangere dal dolore.
Quando arriva la scossa delle 3,30 manco ci penso al terremoto e mi incazzo perché penso che il guardaroba che costa un casino non dovrebbe aprirsi da solo di notte sbattendo le porte.
Ore 8 di lunedì, riesco appena a girarmi per afferrare il cell sul comodino che squilla da 15 minuti. E’ Valentina! Una mia amica straordinaria. Ha quasi 80 anni e fa la pranoteurapeuta. Io non le ho mai creduto ma le voglio bene. Un gelo mi corre lungo la schiena quando dopo un breve saluto mi fa: “ Ma come stai? Ho sognato che ti eri fatto molto male e io ti proteggevo e per questo non sei morto.”
Cazzo! Valentina vive a Milano e manco sà che cos’è FaceBook!
La radio mi comunica che il guardaroba non è scassato. Ma non ne sono felice. L’Aquila, una città che tanti anni fa ho amato è distrutta.

05 aprile, 2009

Enakapata.. da non perdere


Da non perdere. Il viaggio che tutti vorremmo fare. Portandosi dietro molto passato e tanto vissuto, cercando quello che altrimenti non potremmo nemmeno immaginare. Enakapata, il libro di Vincenzo e Luca Moretti, padre e figlio è tutto questo e tantissimo altro ancora. Un viaggio cosi bello, così avvincente che fatichi a non pensare che sia finto. E invece è tutto vero, raccontato con passione ironia e a tratti anche con un pizzico di sana malinconia.

30 marzo, 2009

Frequenze radio, antenne, access point: così la città senza fili batte il digital divide

Paraboliche installate su più punti elevati del territorio, collegamenti al web che assicurano una copertura con la banda larga fino a 300 metri: la tecnologia wi-fi si dimostra la più conveniente e utile. Per le amministrazioni e i cittadini.
di Domenico Pennone
Sole24Ore Guida agli enti locali 14 marzo 2009 -

19 marzo, 2009

Ict, l’innovazione si fa strada in tribunale

Servizi più semplici per gli utenti, costi di funzionamento degli uffici ridotti, reti efficienti e razionali di trasmissione.
Snellimento delle procedure e facilità delle comunicazioni alla base della nuova intesa tra i ministri.
Di Domenico Pennone
Sole24Ore Guida agli enti locali 21 FEBBRAIO 2009 - n° 8