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17 novembre, 2005

La Moschea fa 90!

Un palazzaccio fatiscenta da oltre 10 anni. Sversatoio di rifiuti e rifugio per emarginati che ci risiedono poco, fa troppo schifo.
Eppure meglio tenerlo cosi che farci la Moschea. La Moschea fa paura. Via Milano, la Parrocchia affaccia proprio sul palazzaccio, che non si sa bene come, la comunità islamica vorrebbe comprare per farci nientemeno che una sede di Culto.
Ma i fedeli cattolici, ormai minoranza nel quartiere Vasto, o almeno quelli che hanno firmato una petizione molto discussa, non ci stanno. Meglio tenerla cosi? Meglio lo sversatoio davanti all' oratorio che islamici in preghiera. A chi chiede ai parrocchiani perchè di questa azione un "pochino" discriminatoria, arriva una sola triste risposta: Paura!

15 novembre, 2005

C'è nebbia sulla città


C'è nebbia sulla città. Lavoratori precari e disoccupati assediano i palazzi. Le auto impediscono alle mamme con carrozine di muoversi. Ragazzini di quartieri perbene provano ad accupare le scuole come fecero i loro padri ma vengono picchiati da polizziotti chiamati dagli stessi genitori. Bagnoli resta un deserto post industriale. Nelle periferie si spera che i ragazzi non vedano la tv e leggano i giornali, Parigi è vicina. Nessuno vede un futuro, neanche così vicino, come le prossime elezioni amministrative. E lo scirocco non basta, nessun vento nuovo, eppure basterebbe solo l'alito di un milione di anime, che andasse in una sola direzione, per spazzare la nebbia. Ma non sentiamo più neanche il respiro di quelli che furono l'intelligenza di questa città, chiusi nei loro atenei e nelle loro belle casa.

14 novembre, 2005

" E' la stampa bellezza e tu non puo farci nulla"

"E' la stampa bellezza e tu non puo farci nulla!" ... O quasi.
Certo i giornali non vivono di quello che gli diamo quando li ritiriamo in edicola. E i signori della pubblicità non sono solo quelli della "mulino bianco" e della "Citroen". Ci sono i soldi della Pubblica Amministrazione per le pubblicità "Istituzionali". E quelli, chi li controlla? Dovrebbe il Garante ci dicono, ma lo fà? Quante Amministrazioni hanno comunicato come hanno speso il previsto 2 % dei propri bilanci in comunicazione?
"Salve direttore, volevo dirti che sta per partire la nostra campagna per abituare i giovani all'uso delle cinture di sicurezza per i motorini con cappotte. Come? Non esistono motorini con cappotte? Ma vedi che arriveranno! Anzi, quando ci compreremo le dici pagine previste ti prego non trattarci troppo male..."
" Non ci pensare proprio : E' la stampa... e tu non puoi farci nulla"

13 novembre, 2005

Noi governiamo


"Noi governiamo 16 regioni su 20, 74 province su 108, 5mila comuni su 8mila. La questione morale ci riguarda.
Ha mai visto un ufficio della California a Roma? Allora che ci fanno le ambasciate delle regioni all’estero.
A Bruxelles è giusto esserci, ma non interi palazzi.
All’epoca di Tangentopoli si trattava di reati. Ora ti dicono che è tutto legale. La Corte dei Conti può fare poco. La magistratura? Per carità.
A Roma scontri selvaggi, una commissione a te e una a me. Come in Campania, da cui è nato il nostro ordine del giorno (ndr quello presentato al Consiglio Nazionale della Quercia oltre che da Salvi e Villone anche da Giorgio Napoletano, oggi senatore a vita. Su questo aspetto della presentazione dell’odg evidentemente si saprà di più nella stesura del libro. Si ricorderà che in quella occasione il governatore Bassolino abbandonò infuriato la riunione).
C’è un vizio di sistema che riguarda il rapporto tra etica e politica. Bisogna cambiare le leggi. Per esempio quelle sul federalismo amministrativo e la riforma costituzionale del titolo V e non solo quelle varate dal centrosinistra negli anni 90 ma anche quelle del centrodestra che riguardano la devoluzione, quando sarà approvata. Il federalismo significa che ognuno fa quello che vuole. Perché il nostro federalismo è molto strano: si aumentano le competenze delle Regioni, ma sempre con i soldi dello Stato.
Una norma di spesa non entra in vigore se non è pubblicata su Internet. Dalle consulenze alle società pubbliche, con nomi, cognomi e stipendi. Tutto. E’incredibile che si nascondano questi dati in tutti i modi."
Da: “Il prezzo della democrazia”, edito da Mondadori.

La città che vive


Come faccia a vivere nessuno è mai riuscito a spiegarlo.
Ti arrabbbi, la odi, maledici quelli che l'amministrano, la vedi sempre peggio.
Cerchi quello che funziona scopri quello che non va. Eppure vive, eppure ci vivi.